Il Taglio cesareo è un intervento chirurgico che viene effettuato per la nascita, in tutti i casi ove vi sia un’inidicazione medica al suo ricorso. In ogni caso vanno discussi con il medico ginecologo i benefici e i rischi nella scelta della tipologia di parto: naturale e taglio cesareo. Se non vi sono controindicazioni al parto naturale, quest’ultimo va sempre preferit rispetto all’intervento chirurgico.

Fino a qualche anno fa una delle indicazioni al taglio cesareo rigurdava una mamma che aveva avuto in precedenza una nascita tramite il cesareo. Questo perchè i rischi valutati erano superiori rispetto ai benefici del parto naturale, nello specifico l’aumentato rischio di rottura d’utero. Gli studi ad oggi evidenziano invece che se non ci sono altre controindicazioni mediche al parto naturale, quest’ultimo va sempre preferito rispetto ad un ulteriore taglio cesareo. I benefici del parto naturale sono molteplici, a fronte della complicanza più grave rappresntata dalla rottura d’utero (incidenza <1%). Mentre i Tagli Cesarei ripetuti comportano l’aumento di patologie a breve e lungo termine quali: aderenze, patologie a carico degli organi pelvici (utero, vescica), patologia placentare in future gravidanze.

La scelta da parte della coppia va supportata e sostenuta da incontri individuali e di gruppo in cui non solo vengono spiegati i rischi/benefici del TC, ma vengono presi in considerazione gli apsetti sociali, famigliari ed emotivi nella scelta consapevole del parto naturale. Si è visto da recenti studi che le donne preferiscono avere informazioni relative all’assistenza al parto, piuttosto che soltanto sul rapporto benefici/rischi delle modalità di parto. Il sostegno adeguato deve comprendere anche un confronto sulle opinioni, sulle eventuali preoccupazioni e dubbi espresse dalla donna e dal suo partner, al fine fi giungere ad una scelta consapevole e superare il conflitto decisionale, rispetto a:

  • modalità del parto
  • luogo del parto
  • sostegno in travaglio
  • assitenza al parto

Una scelta consapevole ed informata, attraverso un percorso adeguato, è il presupposto fondamentale per garantire un vissuto positivo del parto stesso.

Come cambia il travaglio se hai avuto un taglio cesareo?

L’assistenza prestata in travaglio è differente rispetto a quella attuata in una gravidanza fisiologica. Anche la sola presenza anamnestica di un precedente Tc, porta la gravidanza stessa ad essere considerata a rischio e non fisiologica. L’assistenza in travaglio, per una gravidanza a rischio, implica la garanzia di un’adeguata sorveglianza clinica della mamma e del travaglio, e un monitoraggio elettronico fetale continuo nella fase attiva del travaglio. E’ necessaria una sorveglianza ostetrica “one to one” continua, al fine di evidenziare in modo continuo l’andamento del travaglio e gli eventuali segnali di rottura d’utero. In caso di pregresso cesareo la tipologia di interventi quali induzione del parto, utilizzo della partoanalgesia, possono essere differenti rispetto a una gravidanza fisiologica (sarà responsabilità medica valutare la sicurezza e il rapporto danno/beneficio di ogni tipologia di intervento medico).

Durante il percorso nascita, oltre alle informazioni riportate sopra, è importante spiegare alle donne a d ascoltare il proprio corpo e le proprie sensazioni. Un ascolto attivo di sè e la capacità di comunicare tempestivamente all’ostetrica le proprie sensazioni, risulta di fondamentale importanza al fine di riconoscere i primi segnali di un’eventuale rottura d’utero. Le sensazioni rispetto alla contrattilità dell’utero, dolori addominali differenti rispetto a quelli delle contrazioni, sono alcuni dei segnali sui quali prestare attenzione.

Nel caso di un parto naturale dopo TC, inoltre, la struttura sanitaria deve assicurare:

  • l’accesso immediato alla sala operatoria e alla rianimazione,
  • la pronta disponibilità di emotrasfusioni, nell’eventualità di un taglio cesareo d’urgenza.

Tutte le informazioni relative alle caratteristiche e all’organizzazione della struttura, alle modalità assistenziali in uso, vengono spiegate alla coppia durante la visita ostetrica. Oltre a queste informazioni, all’interno della visita il medico fornirà le informazioni sui benefici e rischi del parto naturale, il tasso di probabilità di riuscita del parto naturale in base alla storia personale della mamma, i fattori favorenti che aumentano il tasso di successo del parto naturale e i fattori sfavorenti.

Quando non è possibile un parto naturale dopo cesareo?

Il travaglio, in assenza di controindicazioni specifiche, deve essere offerto a tutte le donne che hanno già partorito con taglio cesareo. Tra le controindicazioni ci sono sia quelle generali, che rigurdano tutte le donne in dolce attesa, che quelle specifiche per la donna con precedente TC.

Ricordiamo le controindicazioni al parto naturale, giustificate da un maggior rischio di rottura d’utero:

  • pregressa rottura d’utero
  • pregressa incisione uterina longitudinale
  • in caso di tre o più tagli cesarei precedente

Quale possibilità di successo?

La riuscita di un parto naturale dopo cesareo, oscilla tra il 60% e 80% dei casi. Incidono fattori quali:

  • età,
  • BMI,
  • condizioni ostetriche attuali,
  • precedente travaglio attivo,
  • intervallo >2 anni dal TC.

Bibliografia:

“Vaginal Birth After Cesarean Delivery,” issued by ACOG in February 2019

Linea guida 19 Taglio cesareo: una scelta appropriata e consapevole. ISS SNLG